Altre quattro centrali? Rischiamo di perdere il conto
Apprendiamo dai giornali, con non poco stupore, che il progetto da quattro minicentrali a “biomassa liquida” (nemmeno lo sforzo di provare a farci credere che non sia olio di palma) della Pangea Green Energy è stato ripresentato.
Dopo Pezzana e Trino, ora tocca a Motta dei Conti.
Per ora non è stata presa nessuna decisone in merito, si tratta solo di una manifestazione d’interessamento da parte della ditta proponente, però ci permettiamo di avere qualche perplessità.
- La Sesia del 26/02/10
- La Sesia del 26/02/10 b
Innanzitutto ci sembra parecchio strano che i nostri amministratori si riservino anche solo di valutare un’opportunità simile, già ben sapendo di che società si tratta e di quale personaggio fosse ad amministrare le quattro minisocietà che dovrebbero gestire i quattro impianti.
Parrebbe ben più ovvio che un progetto del genere venisse immediatamente respinto al mittente, accompagnandolo con la chiara motivazione che il nostro territorio e la nostra salute non sono in vendita. E, sicuramente, non in saldo per i pochi spiccioli offerti da tutti i gentili signori che ci fanno omaggio di così tante attenzioni da qualche anno a questa parte.
Si pensava che la storia della centrale a biomassa di Caresana fosse servita a dimostrare che questi impianti che crescono (o si vorrebbe crescessero) come funghi non hanno utilità per il nostro territorio, non hanno un progetto costruttivo serio alla base, i proponenti sono sempre aziende sconosciute nel campo della generazione di energia da biomasse e, soprattutto, che i piani energetici provinciali parlano molto chiaro rispetto alla quantità e dimensione degli impianti a biomassa.
Il fatto che queste cose siano completamente ignorate da parte dei nostri amministratori (da noi eletti e nostri dipendenti a tutti gli effetti, giova sempre ricordarlo), tanto da arrivare a prendere anche solo in considerazione progetti simili ci lascia veramente increduli.
Di fronte a queste notizie ci viene spontaneo rivolgerci ai nostri amministratori con quello che era il titolo di uno dei nostri primi volantini: “ci avete rotto il cuore“.
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