Altre quattro centrali? Rischiamo di perdere il conto

Apprendiamo dai giornali, con non poco stupore, che il progetto da quattro minicentrali a “biomassa liquida” (nemmeno lo sforzo di provare a farci credere che non sia olio di palma) della Pangea Green Energy è stato ripresentato.

Dopo Pezzana e Trino, ora tocca a Motta dei Conti.

Per ora non è stata presa nessuna decisone in merito, si tratta solo di una manifestazione d’interessamento da parte della ditta proponente, però ci permettiamo di avere qualche perplessità.

Innanzitutto ci sembra parecchio strano che i nostri amministratori si riservino anche solo di valutare un’opportunità simile, già ben sapendo di che società si tratta e di quale personaggio fosse ad amministrare le quattro minisocietà che dovrebbero gestire i quattro impianti.

Parrebbe ben più ovvio che un progetto del genere venisse immediatamente respinto al mittente, accompagnandolo con la chiara motivazione che il nostro territorio e la nostra salute non sono in vendita. E, sicuramente, non in saldo per i pochi spiccioli offerti da tutti i gentili signori che ci fanno omaggio di così tante attenzioni da qualche anno a questa parte.

Si pensava che la storia della centrale a biomassa di Caresana fosse servita a dimostrare che questi impianti che crescono (o si vorrebbe crescessero) come funghi non hanno utilità per il nostro territorio, non hanno un progetto costruttivo serio alla base, i proponenti sono sempre  aziende sconosciute nel campo della generazione di energia da biomasse e, soprattutto, che i piani energetici provinciali parlano molto chiaro rispetto alla quantità e dimensione degli impianti a biomassa.

Il fatto che queste cose siano completamente ignorate da parte dei nostri amministratori (da noi eletti e nostri dipendenti a tutti gli effetti, giova sempre ricordarlo), tanto da arrivare a prendere anche solo in considerazione progetti simili ci lascia veramente increduli.

Di fronte a queste notizie ci viene spontaneo rivolgerci ai nostri amministratori con quello che era il titolo di uno dei nostri primi volantini: “ci avete rotto il cuore“.

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