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	<title>Commenti a: Non dire quattro&#8230; (che ne spuntano altre quattro)</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Di: Tuteladellabassa</title>
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		<dc:creator>Tuteladellabassa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 15:35:31 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo non siamo riusciti a trovare l&#039;articolo segnalato, ma il nostro punto di vista rimane quello che abbiamo espresso riguardo il progetto di centrale a Caresana.
Riassumendo brevemente: la paglia disponibile (non interrata dagli agricoltori per buona pratica agronomica) è poca, e il periodo di raccolta del riso non è ottimale, dal punto di vista meteorologico, per poter avere una quantità di paglia sufficiente con un&#039;umidità idonea all&#039;utilizzo nei bruciatori.
Nel caso in cui si trovasse abbastanza paglia (ovviamente tra la poca ancora bruciata in campo, altrimenti si va a sprecare un&#039;utile strumento agronomico), non si vede nulla di problematico in un piccolo impianto che smaltisca uno scarto ricavandone energia. Chiaramente ricordando che la paglia non è *pura*, ma contiene ciò che la pianta ha assimilato durante la coltura attraverso l&#039;acqua, l&#039;aria e il terreno: diserbanti, antiparassitari, e anche metalli pesanti, nel caso di colture vicine a strade di grande comunicazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo non siamo riusciti a trovare l&#8217;articolo segnalato, ma il nostro punto di vista rimane quello che abbiamo espresso riguardo il progetto di centrale a Caresana.<br />
Riassumendo brevemente: la paglia disponibile (non interrata dagli agricoltori per buona pratica agronomica) è poca, e il periodo di raccolta del riso non è ottimale, dal punto di vista meteorologico, per poter avere una quantità di paglia sufficiente con un&#8217;umidità idonea all&#8217;utilizzo nei bruciatori.<br />
Nel caso in cui si trovasse abbastanza paglia (ovviamente tra la poca ancora bruciata in campo, altrimenti si va a sprecare un&#8217;utile strumento agronomico), non si vede nulla di problematico in un piccolo impianto che smaltisca uno scarto ricavandone energia. Chiaramente ricordando che la paglia non è *pura*, ma contiene ciò che la pianta ha assimilato durante la coltura attraverso l&#8217;acqua, l&#8217;aria e il terreno: diserbanti, antiparassitari, e anche metalli pesanti, nel caso di colture vicine a strade di grande comunicazione.</p>
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		<title>Di: Pad</title>
		<link>http://www.tuteladellabassa.it/2010/02/01/non-dire-quattro-che-ne-spuntano-altre-quattro/comment-page-1/#comment-213</link>
		<dc:creator>Pad</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 09:37:39 +0000</pubDate>
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		<description>in merito a quanto pubblicato su La Stampa del 27/03/2010 - pagina di Vercelli - &quot;Il bruciatore a paglia di riso....&quot;
Cosa ne pensa la vostra associazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in merito a quanto pubblicato su La Stampa del 27/03/2010 &#8211; pagina di Vercelli &#8211; &#8220;Il bruciatore a paglia di riso&#8230;.&#8221;<br />
Cosa ne pensa la vostra associazione?</p>
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		<title>Di: Tuteladellabassa</title>
		<link>http://www.tuteladellabassa.it/2010/02/01/non-dire-quattro-che-ne-spuntano-altre-quattro/comment-page-1/#comment-210</link>
		<dc:creator>Tuteladellabassa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 19:55:34 +0000</pubDate>
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		<description>Come &lt;a href=&quot;http://www.tuteladellabassa.it/arsenio/&quot; title=&quot;Arsenio e i piani energetici: un racconto di fantasia&quot;  rel=&quot;nofollow&quot;&gt;già anticipato&lt;/a&gt; dai tecnici della Provincia, il Piano Energetico va proprio nella direzione di permettere la costruzione delle centrali, ma imponendo limiti ben precisi. Questo per limitare la nascita come funghi di centrali &quot;pulite&quot; solo per speculare e non per dare un utile contributo alla società. D&#039;altra parte la provincia di Vercelli ha già una quantità più che sufficiente di elettricità, e grandi centrali a biomassa non sarebbero nè utili, nè fattibili con la (poca) biomassa a disposizione.
In questi termini ha senso permettere la costruzione di minicentrali che utilizzino biomassa locale, e ridurre drasticamente le dimensioni a quelle che, invece, funzioneranno con biomassa proveniente da fuori provincia o peggio (pensiamo ai casi in cui si scegliesse di bruciare olio di palma).
È, quindi, ragionevole pensare che impianti di così bassa potenza siano molto meno appetibili per speculatori che mirino solo ad accaparrarsi le sovvenzioni comunitarie, e più dimensionati all&#039;uso che potrebbe averne una piccola comunità come le nostre e alla scarsa disponibilità di biomassa locale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come <a href="http://www.tuteladellabassa.it/arsenio/" title="Arsenio e i piani energetici: un racconto di fantasia"  rel="nofollow">già anticipato</a> dai tecnici della Provincia, il Piano Energetico va proprio nella direzione di permettere la costruzione delle centrali, ma imponendo limiti ben precisi. Questo per limitare la nascita come funghi di centrali &#8220;pulite&#8221; solo per speculare e non per dare un utile contributo alla società. D&#8217;altra parte la provincia di Vercelli ha già una quantità più che sufficiente di elettricità, e grandi centrali a biomassa non sarebbero nè utili, nè fattibili con la (poca) biomassa a disposizione.<br />
In questi termini ha senso permettere la costruzione di minicentrali che utilizzino biomassa locale, e ridurre drasticamente le dimensioni a quelle che, invece, funzioneranno con biomassa proveniente da fuori provincia o peggio (pensiamo ai casi in cui si scegliesse di bruciare olio di palma).<br />
È, quindi, ragionevole pensare che impianti di così bassa potenza siano molto meno appetibili per speculatori che mirino solo ad accaparrarsi le sovvenzioni comunitarie, e più dimensionati all&#8217;uso che potrebbe averne una piccola comunità come le nostre e alla scarsa disponibilità di biomassa locale.</p>
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